Introduzione al corso di musica per i piccolissimi

Studi condotti recentemente negli Stati Uniti sull'apprendimento musicale nella primissima infanzia hanno dimostrato quanto sia benefico per i bambini, proprio perché spontaneo come la totailitò delle loro azioni, poter immergersi nell'universo musicale secondo metodologie e tecniche che rispegghiano la naturalezza dell'apprendimento verbale.

Nella conferenza stampta del 5 giugno 2002 al Goethe Institute di Roma il Prof. Gordon sottolinea con parole semplicissime l'importanza della spontaneità durante l'acculturamento musicale: 

"Vorrei iniziare ponendovi alcune domande su cui riflettere. Come avete imparato a parlare la vostra lingua madre, l'italiano? Prima di parlare di musica vorrei aiutarvi a rispondere a questa domanda. 



La prima cosa che un bambino fa e quindi che ognuno di voi ha fatto, è ascoltare la lingua parlata per circa un anno di vita, quindi avete ascoltato almeno per un anno senza capire realmente la maggior parte delle parole che venivano dette intorno a voi, tuttavia quello che avete ascoltato in quel periodo è stato molto importante per poi riuscire a parlare nella vostra lingua. Più è ampio il vocabolario di parole che si ascolta durante la prima infanzia e meglio si parlerà più tardi."

La musica nella primissima infanzia stimola i bambini a comunicare col suono e col ritmo, in modo naturale, come tutti noi abbiamo imparato a parlare. Così dare voce a un'idea, a un sentimento, a un'emozione, diventa fare musica esprimendo un'idea, un sentimento, un'emozione. I bambini raccolgono informazioni e registrano parole e suoni, catturano immagini e movimenti, e si distinguono dagli adulti proprio per la grande tenacia, la forza di volontà, la voglia di crescere e di imparare. La loro tenera età è la loro arma vincente nel processo dell'apprendimento, perchè lo scopo della loro vita nei primi anni è proprio quello di imparare. Nient'altro.


La musica sfrutta dunque i semplici e naturali processi di assimiliazione che accompagnano la crescite dei bambini per trasfoerire sul piano musicale ciò che accade naturalmente da sempre sul piano della comunicazione più strettamente verbale e motoria. Questi bambini saranno sicuramente adulti in grado di godere della musica in modo consapevole e capaci a loro volta di trasmettere il piacere del suono ai proprio figli, aggiungendo forme e contenuti creativi alla comunicazione. In primo luogo dunque, far avviciniare i nostri figli a questo tipo di educazione musicale significherebbe contribuire a colmare un vuoto nel campo dell'apprendimento musicale, allineandosi a quegli studi condotti in altri campi dello sviluppo del bambino, nei quali pensatori come Montessori, Pikler, Goldschmied, Stern ed altri hanno promosso da tempo una visione del bambino capace di apprendere in autonomia la realtà, in un contesto di rispetto dei suoi tempi e di comunicazione affettiva. E se parlare, muoversi, cantare, battere le mani e i piedi a tempo diventeranno modi di espressione equivalenti per i bambini, sarà un giorno istintivo per loro portarsi la musica appresso così come si portano appresso le parole, dalla culla al passeggino, da gattoni ai primi passi, dal triciclio alla bicicletta... fino ad approdare... forse, chissà... ad un pianoforte, unviolino, un flauto, una chitarra...